LA SPADA CINESE (JIAN)

La spada, in cinese, si chiama "Jian". La sua forma è analoga a quella delle consimili armi occidentali. Presenta, infatti, una lama lunga e, generalmente, sottile, fornita di due tagli affilati e d'una punta acuminata. L'impugnatura si compone dell'elsa, del manico e del pomo. L'elsa, in metallo, è spesso elaborata, con intagli eleganti, castoni e decorazioni a rilievo. Non di rado è impreziosita da splendide dorature. In genere, si compone d'un massiccio guardamano dal quale si dipartono due baffi laterali. Questi ultimi volgono in direzione della punta nelle spade tipiche della Cina settentrionale, mentre si ripiegano verso il manico nelle armi delle regioni meridionali. Il manico, in legno, ha una forma tubolare, più spessa al centro e più affusolata alle estremità. La sua sezione può essere ovalare od esagonale, ma sempre appiattita ai lati. Il pomo si presenta, in genere, con una forma trilobata, anche se, spesso, può essere scolpito in modo fantasioso. Normalmente, si tratta d'un manufatto metallico, per lo più riccamente decorato. Il suo peso bilancia quello della lama, e rende agevole l'uso dell'arma. Elsa, manico e pomo sono forati, così da potervi far passare il codolo della spada, che viene, quindi fissato alla sua estremità per mezzo d'un dado o d'un ribattino. La forma della Jian s'è evoluta nel corso dei secoli, fino a stabilizzarsi sotto l'impero della dinastia Ming (1368-1644). Le spade cinesi possono essere classificate in militari e civili. Le prime, dette "wu jian", si caratterizzavano per la lama spessa, pesante ed acuminata, che, qualche volta, presentava uno sguscio longitudinale. Si trattava, essenzialmente, d'un'arma da battaglia, per lo più destinata agli ufficiali. Il fodero era, frequentemente, in metallo, ed, in caso di necessità, poteva fungere da mazza. Le spade da guerra si portavano, in genere, alla cintura. Durante le marce o quando non si prevedeva di doverle utilizzare, potevano essere sospese sul dorso.
Le spade civili, o "Wen Jian", erano armi da duello. Il loro possesso veniva riservato ai letterati, ed, in particolare, a quelli che servivano l'impero come funzionari. Spesso rappresentavano solo un segno esteriore del rango acquisito, e non avevano altra funzione che quella simbolica. Per tale ragione, la loro punta si presentava smussata, e d erano tanto sovraccariche di decorazioni da risultare impossibili da maneggiare. Altre spade "civili", però, erano concepite specificamente per il combattimento. Sottili, leggere e resistenti, si rivelavano perfette per il duello, ed estremamente letali. Possedevano una punta molto acuta, e la lama si presentava suddivisa in tre gradi: il forte, prossimo all'elsa, più spesso e smussato, il medio, centrale, ben affilato, ed il debole, o "lama volante", vicino alla punta, più elastico e tagliente. Il fodero era realizzato in legno, spesso proveniente da piante con un valore simbolico, ed era fornito d'una borchia metallica all'imboccatura e d'un puntale, anch'esso metallico, all'estremità. Una staffa fissata al terzo superiore permetteva di sospendere, con dei cordoni, il manufatto alla cintura.
Una terza categoria di "Wen Jian" era destinata alle danze, e, naturalmente, non aveva caratteristiche adatte al combattimento, benchè dovesse permettere una certa facilità di maneggio. Infine, esiste una quarta versione delle "spade civili", quella che assolve alla funzione di proteggere gl'individui, le famiglie e le abitazioni dagli spiriti maligni. Si tratta, in genere, di armi molto grandi, che vengono appese alle pareti delle case in prossimità delle porte. Quest'usanza è molto diffusa, ancora oggi, presso i cinesi di qualsiasi estrazione sociale, che temono l'intrusione d'entità impure negli ambienti in cui soggiornano, soprattutto se con loro vivono bambini piccoli. Si tratta d'un'abitudine così radicata che anch'io e mia moglie, pur non essendo superstiziosi, seguiamo da tempo. La spada, per i Cinesi, ha sempre avuto un significato mistico. Il permesso di portarla veniva concesso dai sovrani ai funzionari per simboleggiare il potere d'esercitare la giustizia e di far rispettare le leggi. Ciò implicava, naturalmente, l'equità, l'intelligenza e l'umanità del dignitario. Anche alcune divinità del Buddhismo e del Taoismo vengono raffigurate con una spada. E' il caso dell'immortale Lu Dongbin, la cui arma fatata può sguainarsi da sola per scacciare i demoni, o dell'Imperatore Nero, Xuandi, che, con la sua lama, protegge il mondo dalla Stella Polare. Forse fu per il suo valore simbolico che la Jian venne considerata un'arma diversa da tutte le altre, e gli schermidori che se ne coltivavano l'uso persone di riguardo. Nella cultura cinese le armi sono, da sempre, aborrite, e chi le maneggia deplorato. Ma i maestri di spada, in genere, venivano ritenuti, come gli antichi funzionari dell'Impero, individui saggi e giusti. D'altra parte, la scherma con la Jian è un'arte difficile, forse tra le più ardue delle discipline marziali cinesi. La dedizione che occorre per padroneggiarla implica, effettivamente, doti soggettive non comuni.